Due pubblicità per promuovere l’evento “ExpoWorkshop”, nato per incentivare le sinergie tra professionisti, imprese, sponsor e fornitori che ruotano al mondo del Calcio Catania.
Nel primo spot, i calciatori sono alle prese con lavori di carpenteria. Improvvisamente, uno di loro propone agli altri una sfida a calcio, usando come palla fogli di giornale accartocciati. Il richiamo del pallone è troppo forte e i compagni si lasciano trascinare. Quando irrompe il Mister Sonetti per riportare tutti all’ordine, i giocatori tornano al proprio, “vero”, mestiere.
I calciatori interpretano degli operai, dei semplici lavoratori, e il messaggio è chiaro: avvicinarli il più possibile alla gente comune, al proprio tifo, così da sentirsi una cosa sola. Qualsiasi lavoro merita rispetto, se svolto con impegno e serietà.
Nella seconda pubblicità, i calciatori tornano a scuola. Mentre il portiere Pantanelli veste i panni dell’insegnante, scrivendo alla lavagna e dando le spalle agli studenti, questi accartocciano un foglio di quaderno e cominciano a sfidarsi a suon di “pallonate”. La gran confusione non viene avvertita dal portiere, il quale voltandosi d’improvviso per fare una domanda coglie sul fatto l’unico che – poveretto – stava seguendo la lezione: il difensore Cesar. Che, preso alla sprovvista, si lascia andare alla sua famosa battuta dialettale, già presente nello spot della prima edizione.
Il tono dello spot è autoironico, un modo efficace per smitizzare la figura dei calciatori agli occhi dei tifosi, i quali saranno ben contenti di percepirli più vicini.